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Allattamento: l’importanza del latte materno

L’allattamento al seno materno è importante sia per la madre che per il neonato. Per questo motivo, qui di seguito, cercherò di evidenziare alcuni aspetti che è decisamente importante conoscere riguardo l’allattamento.

Quali sono i vantaggi dell’allattamento per il neonato?

Il latte materno è il pasto ideale nei primi mesi di vita; infatti, nessun altro alimento è capace di far crescere così bene un neonato ed allo stesso tempo di proteggerlo dalle malattie più disparate, come dalle diarree, le infezioni respiratorie ed urinarie o le allergie.

Il latte materno possiede molte qualità, contiene tutte le sostanze che assicurano la crescita ideale per i primi sei mesi di vita, è facilmente digeribile ed assorbibile, previene la stitichezza ed è in grado di appagare velocemente la sensazione di sete e di fame del neonato.

Quali sono i vantaggi per la madre?

Se supportato da una corretta alimentazione, l’allattamento materno permette di far perdere i chili in eccesso acquistati durante la gravidanza e questo perché i grassi accumulati vengono utilizzati nel latte.

E’ stato evidenziato che l’allattamento al seno rappresenta un importante fattore protettivo nei confronti del tumore della mammella.

Non meno importante è l’aspetto psicologico: infatti, l’allattamento al seno facilita l’instaurarsi di un rapporto intimo tra madre e figlio, ma rappresenta anche il primo contatto e le prime sensazioni che il neonato ha della propria madre se si considera che oltra al latte col suo sapore avverte anche lo stimolo tattile e dell’olfatto.

Senza dimenticare che è pratico e conveniente, perché non c’è bisogno di poppatoi da comprare, riscaldare e sterilizzare.

Il latte

Il primo latte che fuoriesce dal seno è un liquido denso e giallastro, che prende il nome di colostro; è ricco di anticorpi utili per il neonato e che risulta comunque sufficiente fino alla montata lattea, prevista tra il 2° e 6° giorno dopo il parto.

Il latte materno non deve essere integrato con altro latte, a meno che la sua produzione non sia scarsa, ed è sempre adatto alle necessità di un lattante, fino ai 4-6 mesi di vita.

La produzione di latte materno aumenta quanto più spesso il neonato succhia al seno.

Le comuni malattie ed i farmaci che si usano per curarle non sono un buon motivo per non allattare, ma basta rivolgersi al proprio pediatra per valutare con lui l’innocuità.

L’allattamento al seno può essere difficoltoso per le madri che lavorano; tuttavia, si può allattare mattina e sera e, servendosi dei comuni tira-latte, conservare il latte per poterlo utilizzare durante la giornata.

Se non si riesce ad allattare non bisogna scoraggiarsi o sentirsi in colpa: esistono in commercio degli ottimi prodotti, che permettono al lattante di crescere bene; inoltre, bisogna sapere che il latte in polvere va usato almeno fino a che il neonato non compia i 6 mesi di età.

Il seno

Che il seno sia troppo grande o troppo piccolo, non ci sono problemi di allattamento: quasi sempre, il neonato permette al capezzolo di fuoriuscire con la suzione; infatti, il latte non si trova nel capezzolo, ma dietro alla parte di seno scura, chiamata areola, che si trova intorno al capezzolo.

È l’areola, e non solo il capezzolo, che il neonato deve prendere in bocca per succhiare bene.

Durante la poppata, è consigliabile alternare entrambe le mammelle.

Per fare in modo che il neonato prenda in bocca non solo il capezzolo, ma anche l’areola, è necessario che la testa sia tenuta di fronte al seno, in modo tale che il naso ed il mento lo tocchino; inoltre, per prevenire ragadi al seno, è indispensabile assumere una posizione corretta.

I primi giorni di vita sono importanti per la buona riuscita dell’allattamento: il neonato deve imparare a succhiare e, spesso, questo richiede tempo; nei primi due giorni può succhiare anche ogni 2 ore.

Allattamento, alimentazione e cibi da evitare

Allattamento, alimentazione e cibi da evitare

Durante l’allattamento non si deve abusare di alcolici e non bisogna fumare

Durante l’allattamento non si deve mangiare di più, non si deve abusare di alcolici e non bisogna fumare o, se proprio non si riesce a farne a meno, è preferibile fumare dopo aver allattato e comunque sempre all’aperto.

Non esistono sostanze che devono essere evitate in questo periodo, perché, se è vero che alcuni alimenti alterano il sapore del latte, non è detto che per questo il neonato lo rifiuti.

Pertanto, la cosa migliore è osservare una dieta leggera, priva di cibi fritti o pasti troppo elaborati, ed osservare il comportamento del vostro piccolo durante la poppata, per capire se ci possa essere stato qualcosa non di suo gradimento, tenendo ben presente, però, che alcune sostanze assunte dalla madre passano nel latte già dopo 2-3 ore.

Quindi, se vostro figlio rifiuta il latte, è inutile sforzarsi di ricordare cosa ha mangiato il giorno precedente!

In fine, per non perdere il latte, è consigliabile bere almeno 2 litri d’acqua al giorno.

Problemi comuni durante l’allattamento

Allattamento e ingorgo mammario

Quando giunge la montata lattea, il seno è teso, duro, caldo e dolente.

Queste sensazioni si risolvono in un paio di giorni, se si spreme il latte o si fa succhiare spesso il piccolo e se, tra le poppate, si fanno impacchi con acqua molto calda.

Allattamento e seno dolorante e ragadi

La prevenzione migliore è far assumere al bambino una corretta posizione al seno.

È utile tenere il seno scoperto per più tempo possibile e mantenere il capezzolo ben asciutto, senza usare soluzioni disinfettanti, detergenti o creme.

Si può iniziare l’allattamento dal seno meno dolente.

Poco latte

Questa condizione si può verificare quando la madre è stanca, preoccupata o poco serena.

In genere, aumentare il riposo e far succhiare il neonato più spesso, anche ogni due ore per un paio di giorni, è sufficiente per aumentare la produzione di latte.

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