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Contraccezione: un metodo efficace, sicuro e molto richiesto

Nell’ambito della contraccezione, si sta facendo sempre più largo il ricorso a sistemi e dispositivi intrauterini definiti misti.

Sempre più donne si rivolgono al proprio ginecologo per chiedere un metodo contraccettivo efficace, duraturo e, soprattutto, che sia il più il “naturale” possibile.

Se analizziamo i dati, tra l’altro, ci accorgiamo che sono sempre più le giovani donne che si affidano ai metodi anticoncezionali, grazie alla maggiore informazione ed alla crescente consapevolezza che prevenire gravidanze indesiderate è la scelta migliore per non ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG).

Oggi, quindi, spetta al ginecologo, in occasione della visita, fornire un counselling adeguato alle aspettative e capace di orientare la donna verso una scelta responsabile ed accettata.

Metodi contraccettivi

Pillola anticoncezionale

La pillola anticoncezionale assunta per via orale è il metodo più utilizzato attualmente per la contraccezione.

Questa contiene una formulazione di ormoni, che, nonostante gli sforzi continui delle aziende farmaceutiche nel trovare farmaci con ridotti effetti collaterali, continuano ad avere un impatto diffuso sull’organismo.

Intra Uterine Device: sistemi intrauterini misti

Da qualche anno, tuttavia, sono disponibili sistemi intrauterini definiti misti, che sfruttano non solo l’effetto del dispositivo intrauterino (IUD – Intra Uterine Device), ma anche l’azione degli ormoni che, questa volta, vengono rilasciati ed esplicano la loro azione a livello locale senza interessare altri organi a distanza.

La possibilità di limitare l’azione ormonale in un solo organo, l’utero nel caso specifico, ha rappresentato una mini-rivoluzione nel campo della contraccezione ed ha permesso non solo di potenziare l’efficacia di metodi già esistenti, ma anche di ridurne drasticamente gli effetti collaterali indesiderati, che sono propri della terapia ormonale.

Alcuni anni fa, furono introdotti in commercio dispositivi intrauterini a rilascio ormonale controllato nel tempo, della durata di 5 anni, che, oltre alla funzione anticoncezionale, risultavano utili nel controllo dei sanguinamenti uterini anomali (A.U.B. –  ABNORMAL UTERINE BLEEDING) più frequenti nelle donne che avevano superato i 40 anni.

Questi dispositivi hanno il pregio di ridurre l’entità e la frequenza delle perdite ematiche evitando quindi il ricorso a terapie chirurgiche demolitive e menomanti, come l’isterectomia, ma anche di raggiungere un’efficacia contraccettiva superiore a quella raggiunta con la classica spirale al rame.

Da allora, sono stati compiuti numerosi passi in avanti nella sperimentazione e, seppur riducendo la quantità di ormoni presenti nel dispositivo, si è riuscito a mantenere inalterato nel tempo l’effetto anticoncezionale.

Funzionamento ed effetti

Le nuove spirali che rilasciano levonorgestrel (un progestinico) non interferiscono con la produzione ormonale delle ovaie e questo fa sì che gli ormoni presenti nel sangue siano quelli fisiologici, quelli cioè che vengono prodotti normalmente nell’organismo durante il ciclo ovarico.

Rilasciato a livello intrauterino in maniera continua, il levonorgestrel causa una riduzione dei recettori endometriali degli estrogeni e del progesterone e l’effetto anti-proliferativo comporta un assottigliamento dello spessore dell’endometrio divenuto insensibile all’estradiolo circolante.

Ne risulta un flusso mestruale scarso o addirittura assente nel 25% delle donne.

Questo dispositivo intrauterino “medicato” è perciò utilizzato anche in donne che presentano iperplasia endometriale, ovviamente senza atipie, o che vanno incontro a poliposi endometriale ricorrente.

È ormai noto che una delle cause della formazione di polipi è l’eccessiva produzione di estrogeni o l’aumentata presenza di recettori per questi ormoni nel tessuto endometriale, pertanto la somministrazione continua e prolungata può senza dubbio costituire una valida terapia per evitare le recidive, che costringono la donna a ripetuti interventi di isteroscopia operativa.

Un altro effetto del levonorgestrel, utile soprattutto per la contraccezione, è la modificazione del muco cervicale, che, divenuto più denso, finisce col rappresentare una barriera difficilmente penetrabile dagli spermatozoi.

Nel tentativo di soddisfare le diverse esigenze, sono oggi disponibili dispositivi intrauterini che hanno una durata di 3 o 5 anni e che, avendo anche dimensioni ridotte, possono essere utilizzati anche da chi non ha mai avuto una gravidanza.

Sempre più donne decidono adottare questo nuovo dispositivo intrauterino come  anticoncezionale, che, oltre ad offrire una valida e più sicura attività anticoncezionale rispetto agli altri metodi utilizzati in passato, risulta utile anche nel miglioramento o nella risoluzione dei problemi che, per diverse cause, sono responsabili di un sanguinamento uterino anomalo.

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