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Crioconservazione e garanzia del futuro: perché sceglierla

Da alcuni anni, si sta diffondendo sempre di più la crioconservazione, ossia quella pratica di conservare le cellule germinali in modo da poterle utilizzare quando sarà necessario.

In sostanza, si tratta di un processo di laboratorio attraverso il quale cellule o tessuti vengono conservati a bassissime temperature, che di norma si aggirano intorno ai −196 °C.

motivi che spingono a crioconservare ovociti e spermatozoi sono molteplici e cercheremo di elencare i principali.

Si sa che la chemioterapia e la radioterapia a cui, purtroppo, in alcuni casi si è costretti a sottoporsi possono comportare una riduzione della fertilità, in quanto, agendo sulle cellule a rapida divisione mitotica, finisce con l’impoverire o con il compromettere del tutto anche le cellule della linea germinale.

Prima di sottoporsi ad interventi di asportazione delle ovaie o dei testicoli o prima di intraprendere il percorso della chemioterapia, sono sempre di più gli uomini e le donne che ricorrono alla crioconservazione, per preservare i propri gameti affidandoli a centri specializzati.

In questo modo, potranno utilizzarli al momento opportuno, senza così precludersi la possibilità di procreare.

Un altro motivo che spinge le donne a decidere di preservare la propria fertilità è dato dall’avanzare dell’età.

Nella donna, è risaputo ormai che l’età gioca un ruolo fondamentale sulla fertilità e, soprattutto per motivi socio-culturali, l’età in cui la donna decide di affrontare la gravidanza si è spostata in avanti, col risultato che sono sempre più numerose le persone che aspettano anni prima di decidere di avere un figlio, senza considerare che, purtroppo, però, il tempo passa e l’orologio biologico continua ad andare avanti.

La crioconservazione permette di conservare e poi utilizzare ovuli “giovani” per la fecondazione assistita anche dopo i 40 anni, garantendo maggiori possibilità di successo e senza dover ricorrere all’ovodonazione.

Con l’avanzare dell’età, infatti, non solo il numero di ovuli diminuisce progressivamente, ma questi diventano anche meno “buoni” dal punto di vista qualitativo, col risultato che aumenta il rischio di alterazioni cromosomiche e si riduce la fertilità.

Anche per l’uomo è utile il congelamento liquido seminale per preservare la fertilità e questo è fortemente raccomandato, soprattutto quando la condizione di partenza non è ottimale e potrebbe tendere a peggiorare nel tempo, raggiungendo l’azoospermia.

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