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Disturbi della menopausa: sintomi e rimedi

Con la menopausa inizia una nuova fase della vita della donna caratterizzata da alcuni cambiamenti, che interessano il corpo, ma che hanno ripercussioni sull’assetto psichico e quindi sull’umore, sulla vita relazionale ed affettiva: ecco perché, in generale, si parla di disturbi della menopausa.
Inevitabilmente, quindi, sia direttamente, con la comparsa dei primi sintomi della menopausa, che indirettamente, con l’effetto che i disturbi della menopausa hanno sull’aspetto emotivo e sulla vita relazionale, questa fase rappresenta un cambiamento molto importante, che ogni donna deve affrontare e superare. Tuttavia, non si tratta di una malattia.

Questa nuova condizione, con i cambiamenti che ne derivano, è causata dalla cessazione dell’attività ovarica e quindi dalla riduzione della quantità di estrogeni circolanti, il cui effetto immediato è la scomparsa delle mestruazioni.

Menopausa sintomi

Per rispondere in modo diretto alla frequente domanda “quali sono i sintomi della menopausa?”, abbiamo fatto un elenco dei principali tra questi:

  • vampate di calore: è il disturbo più diffuso e conosciuto, che consiste nella sensazione di calore nella parte superiore del corpo accompagnata spesso da rossore del viso; le vampate durano pochi minuti e spesso sono responsabili di irritabilità ed imbarazzo; questo disturbo dura alcuni anni dopo l’inizio della menopausa e tende lentamente a scomparire;
  • disturbi del sonno: si accentuano in menopausa e sono accompagnati da sudorazione e vampate di calore notturne;
  • cambiamento del tono dell’umore: spesso compare una depressione del tono dell’umore, che può comportare crisi di pianto improvvise;
  • tendenza all’aumento di peso: la massa muscolare tende a diminuire e la distribuzione del grasso corporeo diventa di tipo androide, con aumento della circonferenza della vita e deposito sui fianchi;
  • alterazione della pelle e dei tessuti: in generale, la carenza di estrogeni è responsabile della progressiva riduzione di collagene nei tessuti; questa modificazione si traduce progressivamente nella perdita di tono e di elasticità, che, se sommata alla riduzione di acido ialuronico e di acqua, comporta un progressivo assottigliamento della cute e delle mucose, la perdita di elasticità delle mucose e l’aumento delle rughe; queste modificazioni, apparentemente secondarie, sono invece percepite e comportano un disagio notevole;
  • perdita della massa ossea: il rischio di osteoporosi aumenta in menopausa e, sebbene non percepibile, rappresenta, invece, una delle cause di morbilità maggiori dopo i 65 anni d’età;
  • rischio cardiovascolare: la carenza di estrogeni dovuta alla menopausa comporta un aumento del colesterolo totale e di quello “cattivo” (LDL) e una diminuzione del colesterolo “buono” (HDL), peggioramento della funzione vascolare, aumento della pressione arteriosa e spesso anche un’alterazione del metabolismo degli zuccheri; tutto ciò si traduce in un aumento dell’incidenza di malattia cardiovascolare, in particolare dell’infarto del miocardio, tanto che circa il 35-36 % delle donne di età compresa tra i 55 e i 64 anni va incontro a una coronaropatia;
  • modificazioni della sessualità: la cronica carenza di estrogeni comporta delle modificazioni dei tessuti della vagina e della vulva, che sono correlati alla gratificazione del rapporto; infatti, le mucose si assottigliano, diventano meno elastiche e meno lubrificate; questa condizione, nota come atrofia, è responsabile del dolore che compare durante il rapporto, chiamata dispareunia; anche la mucosa dell’uretra diventa più sensibile e ciò si manifesta con episodi di cistite più frequenti e con la comparsa di disturbi della minzione.

Per quanto riguarda, invece, l’incontinenza urinaria, che rappresenta uno dei problemi più importanti della donna in età avanzata, non è propriamente legata alla menopausa, ma all’invecchiamento: si calcola che la maggior parte delle donne entro 5-8 anni dalla menopausa manifesta almeno un problema del tratto urogenitale.

Disturbi della menopausa rimedi

Spesso ci si chiede come ridurre i disturbi della menopausa, in modo da sapere come agire.

Ebbene, la donna in menopausa deve agire contemporaneamente in due direzioni: mettere in atto comportamenti ed adottare uno stile di vita sano e, eventualmente, utilizzare per contrastare gli effetti dei disturbi della menopausa rimedi naturali o farmacologici.

Quindi, per i disturbi della menopausa cosa fare?

Disturbi della menopausa prevenzione e terapia farmacologica

Prevenzione

La prevenzione delle complicanze cardiovascolari e osteoarticolari può essere messa in atto fin da subito: infatti, alcune abitudini di vita rappresentano da sole dei fattori di rischio a tutti gli effetti, pertanto, modificarle rappresenta un intervento di prevenzione, che migliora anche il modo di invecchiare.

Il fumo, oltre al rischio oncologico, agisce come elemento negativo su funzioni che venivano un tempo protette dagli estrogeni: le donne fumatrici spesso vanno in menopausa prima delle non fumatrici, sono esposte ad un rischio cardiovascolare superiore e, soprattutto se sottopeso, hanno un rischio di osteoporosi e di fratture maggiore.

L’alimentazione riveste un ruolo primario nella prevenzione: infatti, l’avvento della menopausa è caratterizzato da una ridistribuzione del grasso corporeo con un aumento di grasso addominale, che comporta un aumento di rischio per la malattia cardiovascolare.

La riduzione del peso corporeo, associata all’esercizio fisico, modifica favorevolmente il profilo lipidico: i fattori dietetici sono in grado di influenzare la frequenza di molte malattie che colpiscono la donna in menopausa, tra cui alcuni tumori, come quello a mammella, endometrio e colon, malattie cardiovascolari e osteoporosi.

Durante la fase della menopausa, consigliamo di privilegiare il consumo di frutta, verdure, legumi e cereali, meglio se integrali, di variare l’alimentazione, ridurre il consumo di carne rossa, privilegiando pesce e carne bianca, ridurre il consumo di latticini e formaggi, di fritture e di dolci ed alcool.

L’esercizio fisico è l’altro alleato che è bene non trascurare, perché ha effetti positivi sull’apparato cardiovascolare, sull’osteoporosi, sull’umore e sul sonno: camminare almeno mezz’ora al giorno comporta un miglioramento del rimodellamento osseo con aumento della massa ossea e una riduzione del rischio di fratture, mentre una vita sedentaria favorisce la demineralizzazione delle ossa.

Terapia farmacologica

La Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) consiste nell’assunzione di ormoni, estrogeni da soli o estroprogestinici, per compensare la carenza ormonale che si verifica in menopausa.

La TOS si prefigge lo scopo di trattare immediatamente i disturbi della menopausa e ridurre i rischi, quali quello cardiovascolare ed osteoporotico, che ne conseguono.

L’assunzione di questi farmaci si traduce in un miglioramento della qualità della vita della donna, con scomparsa delle vampate di calore, miglioramento dell’umore e della qualità del sonno, miglioramento della sessualità con riduzione dei disturbi legati all’atrofia e alla secchezza della cute e delle mucose.

La terapia va intrapresa non appena la donna entra in menopausa, perché in questo periodo i disturbi sono più intensi e perché l’azione preventiva nei confronti dell’osteoporosi è maggiore quanto prima si inizia la terapia. Ne consegue che la pianificazione ed il controllo attento di questo tipo di terapia può realmente aumentare la vita media e migliorare, in modo significativo, la qualità di vita degli anni post-menopausali.

Questa terapia è controindicata in donne anziane, obese, ipertese, con precedenti o rischi cardiovascolari e senza sintomi menopausali.

Rimedi naturali

In alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, da alcuni anni, sono in commercio sostanze naturali estratte prevalentemente dalla soia o dal lino, che mimano l’effetto degli estrogeni, pur non avendo gli stessi rischi sulla mammella o sull’endometrio.

Ovviamente, il risultato di questi rimedi naturali in menopausa è meno evidente rispetto all’uso degli estrogeni.

Spesso, può essere necessario aumentare l’assunzione di calcio e vitamina D3, per migliorare il deposito di calcio nelle ossa.

Quali esami fare in menopausa?

Il ginecologo raccoglie l’anamnesi e poi procede alla visita ginecologica e alla misurazione della pressione arteriosa: questa è molto importante per diagnosticare un’ipertensione, che va riconosciuta e trattata.

In tale occasione, vengono richiesti anche alcuni esami del sangue, eseguiti soprattutto per misurare i livelli nel sangue dell’estradiolo, progesterone e delle gonadotropine, ma anche di altri parametri, per valutare i lipidi, il calcio e la vitamina D.

Inoltre, si provvede all’esecuzione del prelievo per il pap-test, cui potrà seguire la colposcopia, che permette di valutare il collo dell’utero con opportune colorazioni e lenti di ingrandimento.

Un altro esame, assolutamente non doloroso, che effettuo di routine è l’ecografia transvaginale, che dà la possibilità di misurare lo spessore dell’endometrio, che durante la menopausa dovrebbe essere sottile, quindi inferiore a 5 mm: questo esame permette di identificare precocemente eventuali situazioni di rischio, quali iperplasie, o, addirittura, tumori allo stadio iniziale e sospettare un tumore dell’ovaio in stadio molto precoce.

Qualora lo spessore dell’endometrio dovesse essere superiore ai 5 mm o avere un aspetto insolito, è necessario effettuare l’isteroscopia, un esame ambulatoriale, non doloroso, che viene effettuato senza anestesia e che permette di vedere ciò che l’ecografia sospettava.

È opportuno eseguire questo esame anche quando ci si trova di fronte a sanguinamenti irregolari, sia durante il climaterio, ossia le perdite ematiche atipiche in menopausa, che durante la terapia sostitutiva, mestruazioni abbondanti o prolungate, perdite di sangue al di fuori del ciclo, perdite di sangue in menopausa.

Spesso, viene richiesta anche la mammografia, un esame radiologico molto sensibile, che permette di individuare tumori della mammella in fase precocissima, quando sono ancora estremamente piccoli e molto tempo prima che possano essere percepibili alla palpazione. Di frequente, a completamento, è richiesta anche l’ecografia mammaria.

La mineralometria ossea computerizzata, ossia la MOC, è necessaria per riconoscere una predisposizione all’osteoporosi o l’osteoporosi in atto: è un esame radiologico o ultrasonografico, che valuta la quantità di calcio nell’osso, eseguibile con varie metodiche e in varie sedi del corpo, quali polso, vertebre o anca.

Quando poi emergono disturbi delle vie urinarie, come incontinenza da stress, da urgenza o mista, effettuo l’esame urodinamico, ossia lo studio dell’apparato urinario per valutare la corretta terapia, sia questa riabilitativa, farmacologica o con applicazioni laser mensili, per stimolare la produzione di collagene e l’elasticità dei tessuti. Questo tipo di trattamento consente, in maniera del tutto conservativa e non traumatica, di correggere difetti anatomici legati all’età e alla carenza di estrogeni e di risolvere non solo l’incontinenza, ma anche la secchezza vaginale.

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