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Endometriosi: cos’è e quali consigli seguire

L’endometriosi è una patologia che interessa più donne di quanto si pensi, anche se poche sanno in cosa consista davvero.

Cos’è l’endometriosi

L’endometriosi è una condizione caratterizzata dalla presenza di tessuto che normalmente riveste l’utero, ossia l’endometrio, localizzata però al di fuori di questo.

Porzioni di endometrio possono trovarsi in prossimità di ovaie, tube, intestino e vescica, legamenti ed addirittura nel polmone.

Normalmente, tra un ciclo e l’altro, l’estrogeno prodotto determina un fisiologico ispessimento dell’endometrio.

Purtroppo, però, anche le porzioni di endometrio poste al di fuori dell’utero risentono della stimolazione ormonale.

Sfortunatamente, durante la mestruazione, questo tessuto localizzato in sede anomala non può essere espulso dall’utero e, quindi, tende ad ingrandirsi e a causare infiammazione.

Quante persone soffrono di endometriosi?

La diffusione di questa malattia è ampia, tanto che costituisce un disturbo molto comune tra le donne in età fertile.

Molte donne avvertono dolori gravi, che possono interferire con la vita lavorativa e di relazione, limitando notevolmente le loro attività quotidiane.

È stimato che il 5-10% delle donne in età fertile soffre di endometriosi e che il 60% delle donne che lamentano mestruazioni dolorose (dismenorrea) ne sono affette.

L’endometriosi rappresenta la causa principale di dolore pelvico, con un’incidenza pari al 82%.

Endometriosi cause

Le cause di tale patologia non sono ancora completamente chiare.

La teoria comunemente accreditata sostiene che, durante il flusso mestruale, le cellule endometriali che si sfaldano possano migrare verso le Tube di Falloppio e da lì possono raggiungere la sede pelvica, per cui si parla di mestruazione retrograda, e fissarsi ad altri organi, determinando le lesioni tipiche dell’endometriosi.

Secondo un’altra ipotesi, le cellule endometriali possono entrare nel circolo sanguigno e da lì raggiungere organi a distanza, come il polmone, nel qual caso si parla, invece, di endometriosi polmonare.

Non è chiaro perché alcune donne soffrono di endometriosi ed altre no, ma il rischio di svilupparla aumenta se la madre o la sorella ne sono affette, dimostrando ciò una familiarità.

Riconoscere l’endometriosi

Il dolore è il sintomo comune, ma la sua intensità può variare e, generalmente, durante la gravidanza o in menopausa, si avverte un miglioramento o addirittura una scomparsa dei sintomi.

Il dolore è tipicamente premestruale e viene avvertito nel bacino, talvolta anche durante i rapporti sessuali, e continua durante tutta la mestruazione.

In alcuni casi, come in quello di endometriosi posteriore o anteriore, è possibile avvertire sintomi intestinali o vescicali durante il ciclo.

Endometriosi diagnosi

Endometriosi diagnosi con ecografia

Endometriosi diagnosi con ecografia

Poiché ogni donna è diversa dall’altra, a volte, questa malattia può risultare difficile da diagnosticare.

I sintomi possono comparire prima del ciclo mestruale o essere presenti costantemente.

È perciò consigliabile tenere un diario dei sintomi, così da registrare quando hanno avuto inizio, quando si manifestano e dove si avvertono.

Soprattutto se eseguita per via transvaginale, l’ecografia aiuta a identificare le lesioni sospette, ossia le cisti endometriosiche, e permette anche di conoscerne le dimensioni, così da poter valutare oggettivamente anche la risposta ad un’eventuale terapia medica.

Esami di laboratorio come il dosaggio del CA-125 e del CA-19.9 aiutano ad avvalorare ancora di più il sospetto diagnostico.

La certezza, ovviamente, si ha con l’esame istologico a seguito di intervento chirurgico.

Terapia dell’endometriosi

La terapia da seguire dipende dagli obiettivi che ci si pone.

Se è necessario lenire o abolire il dolore, è possibile intraprendere una terapia medica a base di progestinici, da assumere continuativamente allo scopo di evitare la crescita ulteriore delle lesioni endometriosiche e la progressione della malattia.

Se, però, la donna desidera una gravidanza, è necessario valutare preventivamente se la malattia ha compromesso le tube e, successivamente, pianificare anche un intervento chirurgico per rimuovere le lesioni prima che pregiudichino la fertilità.

Esiste una dieta che migliora i sintomi?

Vi sono delle regole che possono essere seguite nella dieta e che consistono nel privilegiare l’assunzione di cibi che svolgono azione antinfiammatoria e disintossicante e nell’evitare cibi che possano contenere ormoni o antibiotici.

Pertanto, si consiglia di assumere cibi ricchi di fibre che hanno lo scopo di migliorare la motilità intestinale e di ridurre gli estrogeni circolanti.

Inoltre, aumentando il consumo di Omega3, si promuove la produzione di prostaglandina E1 (PGE1), che riduce l’infiammazione.

Si consiglia di ridurre carne, latticini e glutine, di evitare alimenti industriali nonché prodotti contenenti soia, a causa della presenza di fitoestrogeni.

L’aiuto del medico in queste circostanze è indispensabile per pianificare una terapia valida che incontri le esigenze della donna, evitando l’inutile aggravamento delle lesioni e della sintomatologia.

Controllare i sintomi con l’alimentazione

Endometriosi e alimentazione

Endometriosi e alimentazione

L’endometriosi è una patologia cronica invalidante, causata dalla presenza di tessuto endometriale in altre sedi, diverse dall’utero.

Il tessuto endometriale ectopico, detto endometriosico, è causa di alterazioni infiammatorie che hanno cadenza ciclica, sincrone con il ciclo mestruale, che sono responsabili della comparsa di formazioni cistiche o saccate contenenti coaguli ematici e che, in alcuni casi, per i notevoli processi infiammatori, possono portare alla formazione di aderenze e alla retrazione dei tessuti.

È importante osservare una dieta equilibrata perché basta seguire alcuni semplici, ma importanti consigli per ridurre l’intensità dei sintomi e per migliorare notevolmente la qualità di vita.

Ecco alcune regole da osservare.

Ridurre gli zuccheri

In generale, gli zuccheri facilitano i processi infiammatori.

Mantenere l’intestino in salute

I sintomi sono spesso comuni a quelli avvertiti da chi soffre di colon irritabile ed includono stipsi o diarrea e meteorismo.

Il buono stato della flora intestinale è importante e spesso viene associata una terapia con probiotici e fermenti lattici.

Pochi Omega-6

Poiché l’infiammazione è alla base della sintomatologia dell’endometriosi, si raccomanda di ridurre i cibi contenenti molti Omega 6, quindi gli oli vegetali di mais, la soia, le margarine.

Rinforzare la risposta antinfiammatoria

Significa arricchire la dieta con Omega 3 e prediligere il pesce grasso, come il salmone e lo sgombro, le acciughe e mangiare noci, semi di lino e di chia almeno due volte a settimana.

Limitare la caffeina

L’assunzione di caffeina sembra sia responsabile dell’insorgenza di crampi addominali, pertanto si consiglia di non assumere più di tre caffè al giorno.

Lo stesso discorso vale per il .

La soia non è utile

La presenza dei fitoestrogeni è dannosa per chi soffre di endometriosi, infatti queste sostanze che nell’organismo si comportano da estrogeni si sommano a quelli naturalmente circolanti e contribuiscono ad aggravare i sintomi della malattia.

Moderare gli alcolici

L’alcol non è amico dell’endometriosi, per cui evitare o limitarne l’assunzione è la scelta migliore.

Aumentare gli antiossidanti

Mangiare regolarmente frutta e verdura contenente vitamine A, C ed E, che sono coinvolte nella risposta immunitaria, aiuta l’intestino e in generale l’organismo a mantenersi in salute.

Un buon consiglio è quello di introdurre nella propria alimentazione anche kiwi, agrumi, peperoni, spinaci e vegetali a foglia verde.

Inoltre, è importante usare per i condimenti l’olio extravergine d’oliva, da aggiungere a crudo.

Sì al magnesio

Il magnesio è utile come miorilassante per la muscolatura liscia e può aiutare a ridurre i crampi addominali.

Le mandorle ne sono ricche e possono essere utilizzate anche come spuntino.

Muoversi

Il movimento e l’attività fisica aiutano a ridurre il dolore mestruale

Moderare la carne

Buona norma sarebbe anche ridurre il consumo di carni rosse e pollame per gli ormoni o gli antibiotici che spesso contengono: i primi peggiorano i sintomi dell’endometriosi, mentre gli antibiotici possono agire sull’intestino accentuando i dolori addominali.

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