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Menopausa: intimità di coppia e benessere intimo

La menopausa segna un periodo di svolta nella vita della donna e si accompagna inevitabilmente a profonde modificazioni non solo fisiche, ma anche di carattere psico-emotivo.

Ogni donna affronta questo cambiamento in maniera soggettiva e, considerato che attualmente l’età media della menopausa è di 50 anni e che l’aspettativa di vita media delle donne italiane è di 85 anni, si comprende bene l’importanza di non sottovalutare un problema che rischia di essere vissuto per molto tempo.

Uno stile di vita sano rappresenta la migliore strategia per affrontare al meglio questi profondi cambiamenti, che derivano da una carenza ormonale.

Le modificazioni del metabolismo, degli apparati cardiovascolare ed osteo-articolare sono quelli che possono rivelarsi più pericolosi per la salute, potendo comportare un aumento del rischio di infarto, ictus, ipertensione arteriosa, diabete e di osteoporosi con aumentato rischio di fratture.

A ciò si aggiungono le non meno trascurabili modificazioni per la qualità della vita (QoL) che interessano il sistema nervoso e l’apparato urogenitale che, come tali, non devono assolutamente essere sottovalutate.

Menopausa sintomi

Menopausa disturbi della sfera genitale

I tessuti dell’apparato uro-genitale, particolarmente sensibili all’effetto degli ormoni sessuali, sono responsabili della tensione elastica delle pareti vaginali e della lubrificazione che, garantendo anche l’equilibrio della flora batterica, protegge da eventuali infezioni.

La drastica ed improvvisa carenza di ormoni comporta una serie di modificazioni che configurano la cosiddetta Sindrome genito-urinaria (GEU).

Questa sindrome è caratterizzata da secchezza, bruciore, irritazione e talvolta prurito dei genitali, cui si accompagna inevitabilmente una marcata riduzione della lubrificazione e, conseguentemente, dolore o impossibilità alla penetrazione.

I sintomi urinari comprendono la più frequente urgenza urinaria, la minzione dolorosa, l’incontinenza urinaria e la maggiore suscettibilità a infezioni che si manifesta con episodi di cistiti ricorrenti.

A differenza di altri disturbi della menopausa, come le vampate di calore che si attenuano col passare del tempo, l’atrofia vulvo-vaginale tende a persistere ed a peggiorare, causando disagio e finendo con l’avere un impatto negativo sulle attività quotidiane, sulle relazioni sociali, sulla sessualità e sul rapporto col partner.

Rapporti sessuali, menopausa e calo del desiderio

Il dolore e, più in generale, il disconfort durante i rapporti sessuali sono causati da una riduzione della lubrificazione e sono responsabili del calo di desiderio.

In questa fase della vita entrano in gioco anche fattori psico-emotivi che hanno un impatto negativo sul modo di vivere la sessualità.

L’incremento del peso corporeo, l’aumento della massa addominale, l’assottigliamento dei capelli e la secchezza della pelle sono responsabili delle modificazioni estetiche che portano la donna a sentirsi meno attraente.

Il calo del desiderio può essere percepito dal partner maschile come un rifiuto, che può essere a sua volta responsabile dell’insorgenza di problemi sessuali che incidono negativamente nel rapporto di coppia.

Oggi, la salute sessuale è considerata a pieno diritto parte integrante dell’equilibrio psico-fisico della donna e, pertanto, deve essere tutelata per garantire una qualità di vita soddisfacente.

Sono sempre più numerose le donne che, vincendo l’imbarazzo, riescono a parlarne liberamente e a chiedere soluzioni al proprio ginecologo.

Sta di fatto che l’atrofia vulvo-vaginale non deve essere vissuta come un disturbo inevitabile, ma come una condizione che può e che deve essere affrontata per ricercare il proprio benessere.

Menopausa rimedi: come affrontare i disturbi della sfera uro-genitale

Per evitare o contrastare gli effetti negativi che la carenza di estrogeni ha sulla sfera urogenitale sono disponibili numerosi rimedi che vanno discussi col proprio ginecologo per trovare quello che soddisfi al meglio le proprie esigenze.

lubrificanti e i trattamenti locali senza estrogeni che contengono sostanze nutritive e acido jaluronico, in associazione o meno a vitamine A ed E, migliorano temporaneamente la lubrificazione vaginale e, seppur facilitando il rapporto sessuale, non migliorano la condizione di atrofia dei tessuti.

In passato, gli estrogeni locali, sotto forma di ovuli, creme o gel, hanno rappresentato la terapia standard per curare l’atrofia vaginale.

Negli ultimi anni, si sono affiancate anche le terapie a base di fitoestrogeni, sostanze estratte dalle piante che mimano l’effetto degli ormoni senza avere, tuttavia, il rischio di effetti collaterali su altri organi, come la mammella o l’utero.

Il prasterone (DHEA) è un precursore degli estrogeni, che viene applicato per via locale e rappresenta una nuova terapia che si sta velocemente diffondendo perché riesce efficacemente a contrastare gli effetti della sindrome urogenitale.

Le controindicazioni che si hanno sull’utilizzo degli estrogeni valgono anche per questo nuovo farmaco che, pertanto, non deve essere utilizzato in caso di pregresso tumore mammario, cancro ovarico, episodi tromboembolici o da coloro che soffrono di epatopatie o difetti di coagulazione.

Tutti i trattamenti finora considerati hanno il limite di dover essere utilizzati assiduamente e per lunghi periodi, anche a vita, per evitare di annullare i benefici ottenuti, e ciò contribuisce a non renderli accettabili.

Terapia laser

Oggi, per contrastare gli effetti della menopausa sulla sfera genitale e per non essere schiave di terapie da proseguire per anni, sempre più donne stanno ricorrendo alla terapia col laser.

Gli effetti del laser sui tessuti sono ormai noti e riconosciuti da anni e l’effetto termico che produce sui tessuti viene sfruttato per promuoverne la rigenerazione.

Tuttavia, il laser non si limita a questo, perché attiva anche una serie di processi che insieme concorrono a migliorare lo stato della mucosa vaginale.

La stimolazione dei fibroblasti laser-indotta favorisce la produzione di nuove fibre collagene ed è proprio la neo-collagenesi ad essere responsabile dell’aumentata elasticità e tenuta della mucosa, il che ha effetto anche sulla riduzione di eventuali prolassi degli organi genitali e sulla riduzione della perdita involontaria di urine, nota come incontinenza urinaria, che talvolta fa il suo esordio o peggiora notevolmente in questa fase della vita.

A ciò si aggiungono anche un aumento della vascolarizzazione dei tessuti trattati, cui consegue il miglioramento della lubrificazione e dello spessore della mucosa, che contribuisce a rendere gli effetti della laser-terapia duraturi nel tempo.

Altri aspetti di non secondaria importanza, ma che, anzi, rendono il laser preferibile rispetto ad altri trattamenti, riguardano la durata nel tempo dei risultati ottenuti, il non dover utilizzare terapie quotidiane ed a vita, l’assenza di effetti collaterali e di condizioni di rischio, che ne controindicano l’utilizzo, e, non ultimo, l’assenza di dolore durante il trattamento.

Tutto ciò fa del laser la terapia che nel tempo è destinata ad essere utilizzata sempre più dalle donne per contrastare gli effetti negativi che la carenza di estrogeni ha sull’apparato uro-genitale.

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