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Polipo endometriale: cause, sintomi e terapia

Il polipo endometriale è una formazione, che può essere sessile o peduncolata, che aggetta all’interno della cavità endometriale, la quale è formata da endometrio e tessuto fibrotico.

Può essere unico o multiplo, nel 20% dei casi. Talvolta il polipo endometriale si associa alla presenza di un polipo endocervicale, che per questo motivo viene definito “polipo sentinella”.

Le sue dimensioni possono variare da pochi millimetri ad alcuni centimetri, fino a poter fuoriuscire dall’utero o, addirittura, dalla vagina. Questo riscontro avveniva più spesso in donne che non si sottoponevano ai controlli ginecologici di routine.

Talvolta l’iperplasia ghiandolare si accompagna alla presenza dei polipetti endometriali.

Ma, quindi, il polipo endometriale è pericoloso? Beh, solo nel 1% dei casi, il polipo endometriale è associato al carcinoma dell’endometrio, mentre la cancerizzazione si verifica nel 4,8% dei casi, avviene generalmente all’apice del polipo ed è stata riscontrata sia durante l’età fertile che in menopausa.

Per questo motivo, consiglio sempre l’asportazione della formazione polipoide, anche quando l’aspetto faccia pensare ad una formazione benigna.

Polipo endometriale cause

La scoperta della presenza, nelle cellule dello stroma, di traslocazioni tra alcune bande tra i cromosomi 6 e 20 ha fatto pensare alla causa genetica.

Tuttavia, la genesi è multifattoriale, essendo riconosciute anche cause infiammatorie, disendocrine e iatrogene, la cui reale incidenza è sempre difficile da definire.

Si ritiene che il punto di partenza nella genesi dei polipi endometriali sia un iperestrinismo assoluto o relativo, causato da un aumento dei recettori per gli estrogeni e responsabile di un ispessimento dell’endometrio, da cui consegue la formazione di un asse vascolare indipendente.

Tra le cause iatrogene, oltre all’estrogeno-terapia non bilanciata, l’associazione con il Tamoxifene è certamente quella più nota.

Il Tamoxifene è un antiestrogeno, che, nell’utero si comporta come un estrogeno, provocando una stimolazione, la quale si traduce in iperplasia, che può avere anche effetti negativi, tanto da giungere all’adenocarcinoma.

Tra le cause infiammatorie, è nota la presenza eccessiva di interleuchine causata da endometriti.

I fattori disendocrini sono rappresentati da una condizione di iperestrogenismo non bilanciato, come avviene in caso di obesità, di sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), ma anche in climaterio, nella menopausa tardiva o, ancora, in presenza di tumori stromali gonadici estrogeno-secernenti.

Polipo endometriale sintomi

Non esiste una sintomatologia caratteristica causata dal polipo endometriale, anzi, talvolta risulta asintomatico e viene diagnosticato occasionalmente durante un controllo ecografico o perché alla visita ginecologica viene segnalato un endometrio polipoide o scoperto un polipo cervicale, il polipo sentinella cui già abbiamo accennato.

Tuttavia, registrato nel 78% dei casi, il sintomo più frequente è la perdita ematica, che può essere non solo singola, nel periodo intermestruale, ma anche ripetuta, sotto forma di spotting intermestruale o premestruale.

In alcuni casi, si giunge fino all’ipermenorrea con polimenorrea, disturbi questi che spingono la donna a rivolgersi al ginecologo.

Per quanto riguarda l’aspetto relativo ai rapporti tra polipo endometriale e gravidanza, è stato riscontrato che alla sua rimozione corrispondesse un aumento del tasso di fertilità e di gravidanza.

La presenza del polipo endometriale in menopausa può causare perdite ematiche, le cosiddette PEAM, ossia perdite ematiche atipiche in menopausa, che allarmano il ginecologo e che, nella mia esperienza, nel 40% dei casi sono causate dal polipo, mentre nei casi restanti possono essere causate da miomi, carcinomi o essere sine causa.

Classificazioni dei polipi endometriali

  • Polipi iperplastici: formazioni estrogeno-responsive, dovute ad una continua stimolazione estrogenica eccessiva o non bilanciata e sono somiglianti alla iperplasia endometriale, con folta rappresentanza di elementi ghiandolari comunque ben ordinati;
  • polipi angiomatosi, con caratteristica abbondanza di componente vascolare;
  • polipi adenomiomatosi: formazioni in cui si rinvengono quantità considerevoli cellule miometriali;
  • polipi atrofici: sono il risultato di alterazioni regressive, che avvengono in menopausa, di un polipo iperplastico o funzionale;
  • pseudopolipi: piccole formazioni sessili, inferiori ad 1 cm, con struttura identica al circostante endometrio e si evidenziano solo nella fase secretoria, per scomparire con il flusso mestruale;
  • polipi funzionali: rispondono agli stimoli ormonali, come l’endometrio circostante;
  • polipi adenomiomatosi atipici: il rischio di associazione con e/o trasformazione in carcinoma endometriale è di circa il 9%, sono costituiti da una componente mista e perciò caratterizzati dalla concomitante presenza sia di ghiandole endometriali benigne con atipie strutturali che di stroma, costituito in prevalenza da muscolatura liscia.

Polipo endometriale isteroscopia e diagnosi

Quella del polipo endometriale è una diagnosi isteroscopica.

Nonostante molti si avvalgano dell’ecografia o della sonoisterografia, personalmente, ritengo che queste metodiche debbano essere utilizzate solo per porre un sospetto diagnostico e selezionare le pazienti da sottoporre all’esame isteroscopico per porre una corretta la diagnosi.

Alcuni hanno provato a comparare le informazioni che la sonoisterografia, o isterosonografia, può dare, nella speranza di sostituirla all’esame isteroscopico.

Tuttavia i costi della tecnica, i tempi che occorrono per eseguirla e le minori informazioni che può dare al medico, rispetto a quelle dell’isteroscopia fatta in mani esperte, rendono quest’esame insufficiente e poco utile ai fini della programmazione di un intervento.

A ciò si aggiunge che non è in grado di svelare alcune patologie, come le endometriti, le sinechie o la reale natura delle lesioni.

Personalmente, ritengo che la isterosonografia trovi attualmente scarsa utilità nella diagnostica delle patologie endocavitarie e nelle irregolarità del flusso mestruale, ma serva solo per rimandare inutilmente un’isteroscopia necessaria.

Ovviamente, oggi risulta anacronistico affrontare il discorso del raschiamento diagnostico, procedura ormai obsoleta e superata perché poco efficace e poco precisa, ma che talvolta, purtroppo, viene ancora eseguita.

L’esperienza che ho maturato in questi anni mi ha portato a non fidarmi dell’esame ecografico per effettuare un’isteroscopia operativa: le informazioni che l’isteroscopia diagnostica in mani esperte può dare sono indispensabili per pianificare un intervento corretto.

Polipo endometriale come si toglie?

La terapia dei polipi endometriali è chirurgica e ciò permette di avere un esame istologico, che possa confermare la natura benigna della lesione, escludendo l’eventualità di una formazione pre-neoplastica o francamente neoplastica, ma anche di poter risolvere la sintomatologia.

Per rimuovere le formazioni polipoidi, sessili o peduncolate, singole o multiple, oggi abbiamo a disposizione gli isteroscopi, miniresettori o resettori da 9 mm: ciascuno strumento può essere utilizzato in base alle dimensioni della lesione da asportare o al numero delle formazioni.

L’aver effettuato preventivamente l’isteroscopia diagnostica permette all’isteroscopista di sapere in anticipo non solo quale strumento, ma anche il tipo di corrente da utilizzare.

Il periodo in cui effettuare l’intervento va dal sesto al dodicesimo giorno del ciclo: in questa fase, infatti, di solito non si è in presenza di un endometrio spesso e, anzi, il suo spessore è inferiore, per cui il polipo o eventuali altre lesioni risultano maggiormente evidenti.

Inoltre, nella fase secretiva, le ghiandole endometriali secernono più muco e, pertanto, il liquido di lavaggio è meno pulito e la visione risulta meno nitida.

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