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Riabilitazione pavimento pelvico in caso di incontinenza urinaria

Riabilitazione pavimento pelvico: trattare il disturbo dell’incontinenza urinaria ed eliminare il maggiore disagio sociale per molte donne.
L’incontinenza urinaria, ovvero la perdita involontaria di urina attraverso l’uretra, rappresenta oggi, per le donne, una delle patologie che maggiormente disturbano la qualità della loro vita.

Fino a poco tempo fa la terapia dell’incontinenza urinaria era esclusivamente chirurgica o farmacologia, ma nell’ultimo decennio v’è stata una larga diffusione delle metodiche fisio-riabilitative. La riabilitazione pavimento pelvico si è dimostrato efficace e consente il maggior recupero possibile di una funzione perduta o alterata per il 30 ed il 50% di casi, riportando la paziente ad una qualità di vita sociale, individuale, familiare e professionale soddisfacente.

Il percorso riabilitativo avviene sia attraverso l’apprendimento di elementi e compiti funzionali compromessi dall’evento patologico, sia attraverso l’uso di strumenti specifici allo scopo terapeutico.

È necessario però ricordare che ogni trattamento riabilitativo deve essere “personalizzato” rispetto ai sintomi e alle differenze individuali del paziente (gravità della sintomatologia, tempi di apprendimento, miglioramento dell’attività muscolare, sentimenti di imbarazzo e vergogna).

Infine risulta importante monitorare i cambiamenti relativi alla disfunzione nel corso del trattamento, per verificare l’efficacia dell’intervento e poterlo modificare con le modalità e i mezzi disponibili.

L’importanza di superare l’imbarazzo e di ricorrere tempestivamente alla riabilitazione del pavimento pelvico

Il pavimento pelvico è caratterizzato da alcune peculiarità sia dal punto di vista motorio che psico-relazionale.

Per quanto riguarda l’aspetto motorio, l’area ano-genito-urinaria è formata da tessuto muscolare, capace dunque di movimento volontario anche se di minima entità, la cui azione si ripercuote a livello viscerale. Tuttavia, durante lo svolgersi delle funzioni, il pavimento pelvico non è sottoposto a controllo visivo, come accade con le altri parti del corpo, fatto che rende ancora più difficile la consapevolezza e il controllo di questa parte dell’organismo (rileviamo l’importanza della vista per il controllo del movimento).

Dal punto di vista psico-relazionale, il pavimento pelvico è una zona corporea considerata particolare e singolare per il suo significato e per le sue funzioni e i sentimenti di imbarazzo connessi, uniti ai sintomi inizialmente lievi (es: perdita di poche gocce di urina, brevi episodi di dolore pelvi-perineale), non agevolano chi è afflitto da disfunzione del pavimento pelvico a ricorrere all’approccio terapeutico, con il rischio di rinforzare i meccanismi che hanno generato la disfunzione

In realtà un intervento riabilitativo precoce può evitare il peggioramento dei sintomi e l’instaurarsi di alterazioni anatomiche e funzionali. 

Trattamento riabilitativo: i mezzi terapeutici

I Trattamenti riabilitativi prevedono modalità ed obbiettivi diversi a seconda della zona e della funzione interessata, del grado di gravità della malattia e degli obiettivi programmati; possono quindi coinvolgere la zona vaginale, anale o segmenti vicini (zona lombare, addome, articolazione delle anche…). I diversi approcci sono molto efficaci e sono in grado di prevenire determinati disturbi del pavimento pelvico, ma anche di curare patologie pelvi-perineali senza ricorrere alla chirurgia.

  • Chinesiterapia Pelvi-Perineale (CPP). Si avvale dell’esecuzione di esercizi di contrazione e rilassamento dei muscoli del pavimento pelvico finalizzati a rinforzare i muscoli del diaframma pelvico, che hanno la funzione di sostegno ungono da supporto delle viscere addomino-pelviche, e a facilitare la presa di coscienza di questa zona del corpo per ottenere precise modificazioni della disfunzione.

 

  • Biofeedback (BFB). Si basa sull’utilizzo di apparecchiature strumentali in grado di registrare l’attività muscolare del pavimento pelvico, o di gruppi muscolari adiacenti e interessati alla funzione perineale (glutei, addominali, adduttori), attraverso una sonda posta nella cavità vaginale o anale. In questo modo il paziente con l’aiuto del professionista, potrà modificare l’attività muscolare (contrazione e rilassamento) secondo le modalità dettate dal percorso riabilitativo.

 

  • Stimolazione Elettrica Funzionale (SEF). Anche questa tecnica prevede l’uso di una sonda posta nella cavità vaginale o anale, collegata ad un apparecchio in grado di emettere corrente elettrica. Il suo impiego permette di riattivare l’attività muscolare del pavimento pelvico in stato di ipotonia e debolezza, regolarizzare le contrazioni anomale della vescica che determinano talvolta il sintomo di urgenza minzionale, o produrre un effetto analgesico in casi di dolore nella zona pelvi-perineale. In base al sintomo vengono differenziati i tipi di corrente e i tempi di somministrazione.

Riabilitazione post-operatoria

L’intervento chirurgico può a volte indebolire la forza muscolare dei muscoli elevatori e, soprattutto, peggiorare il controllo muscolare del pavimento pelvico, pertanto dovrebbe essere preso in seria considerazione un trattamento riabilitativo perineale, al fine di completare ed integrare il lavoro del chirurgo favorendo il massimo ripristino della funzione.

L’intervento chirurgico può infatti eliminare la causa dell’incontinenza, ma sicuramente non è in grado di ripristinare la funzionalità della muscolatura perineale. È assodato che il trattamento fisioriabilitativo (biofeedback, stimolazione elettrica funzionale e chinesiterapia) rappresenta l’unica modalità atta a migliorare il tono, il trofismo e la forza contrattile dello sfintere striato uretrale e della muscolatura perineale, dopo averne permesso una buona presa di coscienza ed un buon controllo. A ciò poi si aggiunge la necessità di imparare a correggere delle cattive abitudini comportamentali che, se reiterati, possono vanificare gli iniziali benefici tratti dall’intervento chirurgico.

Il trattamento riabilitativo ve effettuato 2/3 mesi dopo l’intervento e si è dimostrato efficace sia sul piano soggettivo che su quello clinico-oggettivo. 

Esercizi pavimento pelvico: il metodo di Kegel per rafforzare i muscoli della vescica

Per rafforzare il pavimento pelvico è utile dedicarsi 10 minuti al giorno per svolgere un po’ di ginnastica pelvica quando siete a casa per allenare e tenere tonica questa muscolatura profonda. Gli esercizi teorizzati dal ginecologo Arnold Kegel sono uno dei metodi più semplici e validi che aiutano a contrastare l’incontinenza urinaria. Si tratta di eseguire una serie contrazioni volontarie stringendo i muscoli pelvici per 5 secondi e rilasciandoli per 10 per un totale di 10 volte. Eseguire 3 volte al giorno.

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