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Sindrome dell’ovaio policistico: cos’è e come comportarsi

La Sindrome dell’Ovaio Policistico è un disturbo molto frequente nelle donne. Nota anche come PCOS, infatti, la Sindrome dell’Ovaio Policistico è riconosciuta nel mondo come il disturbo endocrino più comune nelle donne in età riproduttiva.

Nell’ultimo decenni, grazie ai risultati di numerosi studi clinici, sono emersi importanti nuove informazioni sulla valutazione e sul trattamento di questa sindrome.

In particolare, è stato individuato come questa sia caratterizzata da tre disturbi, che possono coesistere, quali:

  • irregolarità mestruali;
  • iperandrogenismo;
  • morfologia dell’ovaio policistico o PCOM.

La diagnosi di ovaio policistico deve basarsi sulla presenza di almeno due di questi tre criteri.

La gestione ed il trattamento delle donne affette da PCOS non deve escludere la funzione riproduttiva, così come la cura di irsutismo, alopecia e acne.

Il trattamento cambia in funzione dell’età della donna, dello stato riproduttivo e delle sue preoccupazioni.

Cause e conseguenze

Le implicazioni cliniche della disfunzione ovulatoria nella PCOS sono molteplici.

Naturalmente, l’infertilità è la principale conseguenza clinica della disfunzione ovulatoria in PCOS; tuttavia, in associazione con altre caratteristiche di PCOS, come l’obesità, questa è anche associata ad una maggiore prevalenza di iperplasia endometriale e di cancro dell’endometrio.

Inoltre, una corretta diagnosi è necessaria, perché può svelare anche la presenza di rischi metabolici e cardiovascolari, che possono essere trattati con un intervento adeguato.

Una lunghezza del ciclo superiore a 35 giorni suggerisce uno stato di anovulazione cronica, ma la lunghezza del ciclo leggermente più lungo del normale (da 32 a 35 giorni) o leggermente irregolare (da 32 a 35-36 giorni) ha bisogno di valutazione per identificare una disfunzione ovulatoria.

Nelle donne adulte, una lunghezza del ciclo di superiore o pari a 35 giorni è anormale ed è definita oligomenorrea, mentre durante l’adolescenza la soglia è più alta ed una lunghezza del ciclo fino a 40 giorni può essere ancora considerata normale.

Sintomi

Nella Sindrome dell’Ovaio Policistico, l’irsutismo si sviluppa gradualmente e si associa ad aumento del peso corporeo.

Le ragazze con acne grave o resistente agli agenti orali e topici, tra cui isotretinoina (Accutane), possono avere un 40% di probabilità di sviluppare PCOS.

Nelle donne adulte, irsutismo, alopecia e acne dovrebbero essere considerati come indicativi di una condizione di produzione di androgeni in eccesso.

Tuttavia, questo non è il caso dell’adolescenza, quando l’acne è molto comune e spesso reversibile, mentre l’alopecia è rara e generalmente ha altre cause.

Durante l’adolescenza, quindi, solo l’irsutismo deve essere considerato come causa dell’iperandrogenismo.

Diagnosi

I livelli sierici dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) non devono ancora essere utilizzati come alternativa per la rilevazione di PCOM o come singolo test per la diagnosi di PCOS.

Il trattamento contraccettivo orale con pillola può essere utile per ridurre il cancro dell’endometrio in PCOS, ma, in ogni caso, l’assenza prolungata di un ciclo mestruale deve essere evitata.

Nella recente riunione congiunta della Società Europea di Riproduzione ed Embriologia Umana e della Società Americana per la Medicina Riproduttiva ad Amsterdam, è stata raccomandata l’induzione del flusso mestruale, nei casi in cui la durata del ciclo sia superiore a 3 mesi.

Polimenorrea e/o ipermenorrea sono relativamente rari nella PCOS, ma, quando presenti, possono indurre anemia e carenza di ferro.

Poiché la PCOS si presenta comunemente durante l’adolescenza, è importante diagnosticare la condizione il più presto possibile per valutare e curare i rischi metabolici e cardiovascolari (CV), così come i problemi psicologici e dermatologici.

Se lo screening rivela fattori di rischio di malattia cardiovascolare, tra cui obesità, fumo di sigaretta, dislipidemia, ipertensione, ridotta tolleranza al glucosio e mancanza di attività fisica, le donne con PCOS devono essere considerate ad aumentato rischio di CVD.

Le donne in sovrappeso e obese con PCOS, indipendentemente dall’età, dovrebbero fare un profilo lipidico a digiuno, comprensivo di colesterolo, colesterolo della lipoproteina a bassa densità, colesterolo della lipoproteina ad alta densità e livello di trigliceridi alla diagnosi.

Successivamente, la frequenza di misurazione deve essere basata sulla presenza di iperlipidemia e rischio globale di CVD.

Tutte le donne con PCOS devono avere la pressione sanguigna misurata annualmente o più frequentemente, in base al rischio globale di CVD.

Gli operatori sanitari devono essere consapevoli che il rischio di CVD nelle donne con PCOS resta poco chiaro, in attesa di studi di alta qualità; tuttavia, la prevalenza dei fattori di rischio CVD è aumentata.

La valutazione dei fattori che possono influenzare la fertilità, la risposta al trattamento così come il glucosio nel sangue, il peso, la pressione sanguigna, il fumo, l’alcool, la dieta, ma anche l’esercizio fisico, il sonno, la salute mentale, emotiva e sessuale devono essere ottimizzati nelle donne con PCOS, per migliorare non solo i risultati riproduttivi ma anche l’outcome ostetrico.

È importante ribadire che il trattamento della PCOS varia in base al desiderio riproduttivo della donna e, pertanto, va personalizzato a seconda delle singole esigenze e dell’età.

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