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Viaggiare in gravidanza: un viaggio nel viaggio

Viaggiare in gravidanza non è proibito, ma ci sono cose importanti da sapere.
Infatti, non è necessario accantonare in tutto e per tutto la possibilità di viaggiare in gravidanza, se si hanno alcune piccole attenzioni prima della partenza e durante il viaggio.
La gravidanza dura nove mesi e, in questo periodo, che interessa tre stagioni, capita di voler pianificare una vacanza e, quindi, di decidere di mettersi in viaggio.
È superfluo ribadire che, prima di decidere di affrontare un qualsiasi viaggio, è necessario che vi sia un regolare decorso ed una fisiologica evoluzione della gravidanza.
Pertanto, prima di scegliere la destinazione di un viaggio e i mezzi da utilizzare per raggiungerla, è consigliabile parlare col proprio ginecologo di fiducia, sapendo che la gravidanza di per sé stessa non rappresenta una controindicazione a viaggiare.

La guida di ogni viaggio: il buonsenso

Vi sono alcune considerazioni generiche sull’andamento della gravidanza, che è opportuno conoscere, innanzitutto, per cercare di farsi guidare dal buonsenso e, poi, per decidere meglio il periodo in cui concedersi un viaggio.
È risaputo che il primo trimestre è il periodo in cui più facilmente si verificano aborti spontanei, quindi potrebbe essere opportuno evitare gli spostamenti durante i primi tre mesi.
A ciò, proprio nelle prime 12 settimane, si aggiungono la facilità con cui alcune donne lamentano nausea, la cosiddetta neurovegetosi del primo trimestre, e la sonnolenza e la spossatezzache, spesso, le porta a dormire per molte ore durante la giornata.
Per godere appieno la gioia di un viaggio, potreste decidere di rimandare la partenza nel secondo trimestre, quando i controlli medici accertano il regolare andamento della gravidanza e le condizioni fisiche sono migliorate, prediligendo, invece, nel periodo iniziale delle prime settimane di gravidanza gli spostamenti più brevi e meno stancanti.
Lo stesso può essere detto per l’ultimo mese o anche per l’ottavo mese, quando la gravidanza volge al termine ed il peso del pancione comincia a farsi sentire: infatti, i movimenti sono rallentati, il sonno è spesso interrotto dai movimenti del feto e, qualche volta, cominciano le contrazioni preparatorie che tengono col fiato sospeso la donna e che richiedono controlli clinici più ravvicinati.
Un discorso a parte merita la gravidanza gemellare, che, nonostante possa avere un regolare decorso, è considerata comunque una gravidanza “a rischio”; pertanto, le mete devono essere scelte in funzione della presenza di presidi sanitari, che possano affrontare eventuali urgenze.

Pianificare la meta

Come si è detto, viaggiare in gravidanza è possibile, ma, prima di tutto, bisogna pianificare con cura la meta.
Se si viaggia nei paesi industrializzati, è tutto più facile, perché le condizioni igieniche sono buone e le strutture sanitarie sono idonee, ma è sempre buona norma informarsi sulle cliniche o gli ospedali presenti e sugli orari che osservano.
Se si viaggia fuori dall’Unione Europea, è consigliabile stipulare un’assicurazione sanitaria che copra le donne in gravidanza.
È consigliabile optare per un posto tranquillo, facilmente raggiungibile con i comuni mezzi di trasporto e che possa garantire alla gestante anche un soggiorno di riposo.
Dal punto di vista sanitario, è importante informarsi se nel luogo scelto come destinazione siano in atto epidemie o malattie che prevedono vaccinazioni.
In alcuni paesi è endemico lo Zika Virus che viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare e causa spesso un’infezione asintomatica che, tuttavia, può trasmettersi al feto e causare microcefalia, ritardo mentale ed epilessia.
Inoltre, bisognerebbe evitare i paesi dell’Africa intertropicale ed il Sud-Est asiatico, dove è endemica la malaria, perché le comuni misure di profilassi farmacologica non possono essere attuate durante la gravidanza.
Per essere a conoscenza degli ultimi aggiornamenti sulle condizioni sanitarie negli altri paesi, è consigliabile informarsi sul sito del Ministero della Salute.

Quali mezzi di trasporto scegliere

Capita spesso di dover rispondere alle domande delle coppie, che chiedono se sia possibile affrontare un viaggio in auto, treno, aereo o nave.
Anche qui, la regola del buonsenso deve prevalere.
Viaggiare in macchina in gravidanza è possibile senza alcun problema, anche perché le auto moderne sono confortevoli e sicure.
Nei lunghi viaggi, è consigliabile fermarsi ogni 2 o 3 ore per fare quattro passi e riattivare la circolazione agli arti inferiori, prevenendo gli edemi; inoltre, la breve sosta è l’occasione per svuotare la vescica, cosa che la donna in gravidanza è portata a fare frequentemente.
Contrariamente a quanto spesso viene riferito, la cintura di sicurezza va sempre indossata.
Se non si è impegnati alla guida, può essere comodo viaggiare sui sedili posteriori per avere le gambe sollevate.
Il viaggio in treno è comodo e consigliato, inoltre è possibile alzarsi e passeggiare tranquillamente tra i vagoni per sgranchire le gambe.
L’aereo è un mezzo di trasporto comodo, che permette di raggiungere anche destinazioni lontane in poco tempo.
Viaggiare in aereo in gravidanza è possibile e non è controindicato, anche se bisogna tener presente che le compagnie aeree richiedono un certificato del proprio ginecologo e declinano ogni responsabilità.
Ogni compagnia aerea adotta proprie regole, pertanto, prima di tutto, è necessario conoscere i periodi in cui non è possibile imbarcarsi e i certificati da esibire all’imbarco: per esempio, Alitalia richiede un certificato obbligatorio e sconsiglia il volo nel nono mese di gravidanza, in caso di gravidanza a rischio e di gravidanza gemellare; altre compagnie, come Lufthansa, Easyjet, Ryanair e British Airways, consentono l’imbarco, ma con certificato dalle 28 alle 36 settimane, mentre, nel caso in cui si siano superate le 36 settimane, non consentono di viaggiare; ovviamente, per dettagli ulteriori è necessario consultare le compagnie aeree.
La nave, oltre ad essere una modalità di viaggio, può diventare la vacanza vera e propria: infatti, le moderne navi da crociera offrono servizi confortevoli e mete esclusive. Tuttavia, è importante informarsi con le compagnie crocieristiche sulla politica da loro adottata e se, eventualmente, sia richiesto un certificato del ginecologo.
Ovviamente, il pericolo del viaggio in nave consiste nel tragitto in mare aperto, quando difficilmente può essere possibile il trasporto tempestivo in ospedale.

Cosa mettere in valigia

Qualche consiglio può risultare utile in questo caso, infatti, oltre agli indumenti adatti al clima e al tipo di viaggio da affrontare, è comunque consigliabile portare abiti e scarpe comode, cercando di non utilizzare quelle con il tacco, che possono causare lombosciatalgia e dolori alla schiena.
Portare calze elastiche può essere indispensabile in caso di lunghi viaggi, per evitare il rischio di trombosi venose, dovuto al ridotto ritorno venoso causato dall’utero gravido.
In caso di mete in paesi esotici, è buona norma portare prodotti anti-puntura d’insetti e creme solari, che garantiscano una buona protezione solare, meglio se con SPF 50.
Altro consiglio è quello di portare con sé la propria documentazione della gravidanza, con eventuali prescrizioni del proprio ginecologo ed i suoi recapiti.
I farmaci che consiglio di mettere in valigia, oltre eventualmente a quelli di uso personale e al multivitaminico che si assume regolarmente durante i nove mesi, sono sicuramente paracetamolo, magnesio, farmaci antinausea, fermenti lattici e progestinici.
A questo punto, non resta che partire ed affrontare il viaggio, sempre con buon senso!

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